Etimalogia
Il termine Terra deriva dall'omologo latino terra, che era originariamente materia tersa, vale a dire secca, arida, correlata al verbo torreo presente in torrido; dalla radice indoeuropea tars- con il significato di essere secco, disseccarsi che trovasi nel sanscrito trsyami, nel tedesco durst, nell'inglese thirst e nel greco τερσαίνω tersàinō.
Storia della Terra
Da secoli, la scienza cerca di ricostruire la storia del nostro pianeta. Sebbene le ricerche non siano ancora definitive, ci sono importanti aggiornamenti sulla formazione della Terra e degli altri pianeti del Sistema Solare. Circa 4,5 miliardi di anni fa, polveri e minerali si aggregarono dando origine ai pianeti, che iniziarono a formarsi in uno stato semiliquido. Col tempo, la Terra si raffreddò, sviluppando una crosta granitica simile a quella attuale.
La Luna si formò subito dopo, probabilmente in seguito all’impatto tra la Terra e un protopianeta chiamato Theia, grande quanto Marte e con circa il 10% della massa terrestre. Durante l’urto, una parte della massa di Theia si fuse con la Terra, mentre un'altra parte fu espulsa nello spazio, formando il nostro satellite naturale.
L’attività vulcanica, molto più intensa rispetto a oggi, contribuì alla formazione dell’atmosfera primordiale, ricca di anidride carbonica. Il vapore acqueo, condensandosi, creò le prime masse d'acqua, da cui si formarono gli oceani. Circa un miliardo di anni dopo, comparvero le prime forme di vita.
Lo sviluppo delle piante permise la fotosintesi, attraverso cui alcune forme di vita assorbirono l'energia solare. L'ossigeno, prodotto come scarto della fotosintesi, si accumulò nell'atmosfera, formando uno strato di ozono (O₃) nella sua parte superiore. Questo strato divenne essenziale per proteggere la vita dai dannosi raggi ultravioletti.
L’evoluzione cellulare vide l’incorporazione di piccole cellule in organismi più complessi, dando origine alle cellule eucariote. Protetta dall'ozono, la vita cominciò a colonizzare la superficie del pianeta.
Le prime placche continentali si aggregarono formando i supercontinenti. Circa 750 milioni di anni fa, Rodinia, il primo grande continente conosciuto, iniziò a frammentarsi. Le placche si riunirono successivamente a formare Pannotia (600–540 milioni di anni fa), e infine la Pangea, che si divise in continenti più piccoli circa 180 milioni di anni fa, definendo la geografia attuale.
Negli anni '60, gli studiosi ipotizzarono l'esistenza di diverse ere glaciali tra 750 e 580 milioni di anni fa, nel periodo Neoproterozoico. Queste ere glaciali, secondo la controversa teoria della "Terra a palla di neve", avrebbero coperto quasi interamente il pianeta di ghiaccio. Questa ipotesi è di particolare interesse poiché precedette l'esplosione del Cambriano, un periodo in cui le forme di vita multicellulari proliferarono.
Dopo l'esplosione del Cambriano, circa 530 milioni di anni fa, si verificarono cinque estinzioni di massa. L'ultima, avvenuta 65 milioni di anni fa e probabilmente causata dall'impatto di un meteorite, portò all’estinzione dei dinosauri e di molte altre forme di vita, tra cui le ammoniti. Tuttavia, alcune specie sopravvissero, come i mammiferi, che dominarono il periodo successivo.
Nel corso del tempo, i mammiferi si diversificarono. Un animale africano, simile a una scimmia, sviluppò la capacità di camminare eretto. Questa evoluzione liberò le braccia per l'uso di strumenti e favorì lo sviluppo del linguaggio, portando a un aumento della capacità cerebrale. Lo sviluppo dell'agricoltura e delle prime civiltà consentì all'uomo di plasmare la Terra come nessun'altra specie era riuscita a fare, influenzando drasticamente l’ambiente e le altre forme di vita.
L'ultima fase delle ere glaciali iniziò circa 40 milioni di anni fa, intensificandosi durante il Pleistocene, circa 3 milioni di anni fa. Le regioni polari subirono cicli di glaciazioni e disgeli con periodi di 40.000-100.000 anni. L’ultima fase glaciale terminò 10.000 anni fa, lasciando la Terra in una situazione climatica relativamente stabile fino ai giorni nostri.
Raffigurazione della Pangea
Il nome Pangea fu attribuito nel 1915 da Alfred Wegener, in seguito alla formulazione della teoria della deriva dei continenti. Il vasto oceano o "super oceano" che circondava il supercontinente viene chiamato Panthalassa "tutto il mare", mentre l'ampia insenatura che separava parzialmente la parte settentrionale da quella meridionale prende il nome di Oceano Tetide.
Età della Terra
I modelli chimici basati sull'attuale abbondanza di isotopi radioattivi con lunghi tempi di decadimento, insieme all'analisi compositiva di materiale non differenziato proveniente da meteoriti e dalla Luna, datano la formazione della Terra a circa 4,54 miliardi di anni fa. La principale difficoltà nel determinare l'età della Terra risiede nel fatto che nessuna delle rocce attualmente esposte sul pianeta ha un'età corrispondente a quella della sua formazione. Ciò è dovuto alla natura fluida o plastica della crosta terrestre durante il primo miliardo di anni circa.
Inoltre, in questa fase primordiale, i processi di differenziazione magmatica separarono i vari elementi, concentrandone solo alcuni all'interno della crosta terrestre. Questo frazionamento rende complesso stabilendo con precisione il contenuto iniziale di alcuni geocronometri, rendendo quindi impossibile calcolare esattamente le abbondanze iniziali di tali
Le rocce più antiche rinvenibili sul pianeta sono di natura continentale, si trovano nei cratoni e risalgono a circa 4,1 miliardi di anni fa. La crosta oceanica, al contrario, è molto più giovane, poiché viene continuamente riciclata dai processi legati alla tettonica delle placche: le rocce più antiche della crosta oceanica sono di età giurassica e risalgono a circa 100 milioni di anni fa. L'età della Terra fu determinata per la prima volta da Clair Patterson nel 1953 utilizzando metodi radiometrici legati al decadimento dell'uranio.